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Denunciare Hacker alla Polizia Postale

Nel linguaggio dell’informatica, il termine hacker è molto diffuso e si utilizza per indicare un esperto di sistemi informatici e di sicurezza informatica, che è in grado di infiltrarsi all’interno di siti protetti, acquisendone un’approfondita conoscenza, cosicché possa poi accedervi e adattarlo alle proprie esigenze. In Italia, già nel 2015 era stato registrato un nuovo record di attacchi informatici di dominio pubblico; inoltre emerge che se da un lato diminuiscono gli hacktivist, ovvero coloro che sfruttano la loro cultura informatica per boicottare aziende e istituzioni, dall’altra invece crescono quei reati che sono finalizzati al cybercrime e allo spionaggio.

L’attività di hacking riguarda il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico. L’intervento dell’hacker può interessare diversi casi, ad esempio può accedere al tuo conto corrente tramite le tue credenziali d’ accesso (user e password), o tramite il servizio di home banking impossessandosi delle somme depositate. Questa attività illecita può anche avvenire tramite uno dei più noti sistemi utilizzati dagli hacker, il phishing, che è in grado di criptare tutti i movimenti virtuali “grazie” ad un link che viene all’utente inviato via mail, fingendosi di essere la vostra banca. In ogni caso, la vittima deve immediatamente informare la banca del furto/smarrimento dei codici di accesso in modo da bloccarli prima possibile.

Come denunciare un hacker? Una volta bloccati i conti, l’utente può denunciare hacker alla Polizia Postale. L’Art.615-ter. in materia di accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico dichiara che “chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni”. Le conseguenze della denuncia Polizia Postale cambiano in base al reato. infatti la Polizia Postale controlla cosa è stato infranto e da chi, in quanto la pena – in base al caso – è soggetta a più anni di reclusione qualora l’attività illecita sia commessa da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, che in tal senso abusano perciò dei loro poteri, violando i doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato; o infine se la seguente attività ha causato la distruzione o il danneggiamento dei dati, delle informazioni o dei programmi in esso contenuti. In questi casi la pena prevista è soggetta ad una reclusione che può arrivare fino a otto anni.

L’articolo 10 della legge 547/93, anche detta legge sui “computer crime”, ha inserito nel codice penale l´articolo 640 ter intitolato “Frode informatica”. Questo articolo è dedicato ai “Delitti contro il patrimonio mediante frode”. Esso recita: “Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad essi pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1032 euro”. Per denunciare un hacker alla Polizia Postale bisogna visitare il sito del Commissariato della Polizia Postale e compilare il “modulo denuncia Polizia Postale”, che verrà poi consegnato direttamente presso la sede del commissariato più vicino a te.

Su Internet sono presenti diversi fac simile denuncia per la Polizia Postale, ma in tal caso la consulenza di un legale esperto in materia è assolutamente consigliata, soprattutto in vista del supporto probatorio che deve essere allegato all’atto. Ciò a fronte anche del fatto che i tempi di indagine della Polizia Postale sono molto lunghi in quanto è quasi impossibile reperire un hacker poiché visto che è un esperto informatico. Pertanto, occorrerà anche che lo Studio legale sia affiancato da un eccellente staff tecnico informatico che è in grado di effettuare operazioni affinché si possano trovare delle possibili prove digitali.