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Denunciare o Querelare Qualcuno su Facebook

Facebook rappresenta uno dei mezzi di comunicazione più potenti al mondo in quanto – grazie alla sua facilità di accesso e pubblicazione – crea una rete tra milioni e milioni di utenti. Tale facilità può essere un’arma a doppio taglio poiché, oltre alla possibilità di interconnettersi da una parte all’altra del mondo gratuitamente, può comportare però che avvengono anche  dei disguidi illeciti, ad esempio come reati di calunnia su Facebook. Proprio per questo, se non si è a conoscenza delle normative che regolano queste attività, il rischio è molto alto perché si può incorrere, anche solo per ignoranza, in reati civili e penali. Molto spesso però avviene che vi sia una diffamazione su Facebook senza nome, o attraverso un nome fasullo, cosicché l’utente si sente più tutelato poiché è nascosto da un monitor, ma anche in tal caso hanno rilevanza poiché sono considerabili come comportamenti perseguibili, in quanto reati e si ha diritto a richiedere il risarcimento per diffamazione su Facebook. In questo caso, la persona lesa può denunciare o querelare qualcuno su Facebook.

Ma come si può denunciare o querelare qualcuno su Facebook? Si può procedere in entrambe le modalità: tramite denuncia, che può essere presentata da chiunque ed è uno dei mezzi attraverso il quale il Pubblico Ministero o la polizia giudiziaria prendono conoscenza di un fatto costituente reato (artt. 331 e ss. c.p.p.). Ai privati è anche concessa la facoltà di presentare denuncia oralmente (art. 333 c.p.p.). Nel caso di denuncia, il procedimento avviene senza che la persona offesa chieda personalmente la punizione dell’autore del reato stesso. La querela invece riguarda alcuni reati specifici (ad esempio per i reati di lesioni, percosse, diffamazione, etc.), ed è considerabile come la manifestazione di volontà della persona offesa che chiede la procedura di uno specifico reato in cui venga punito l’autore dello stesso (artt. 336 e ss. c.p.p.). Anche la querela può essere presentata oralmente (e in questo caso si redige un verbale per iscritto ad opera dell’autorità che la riceve), e può essere anche rimessa (cioè ritirata se già presentata), o rinunciata (se non è stata ancora presentata). La legge prevede inoltre che la querela debba essere presentata entro il termine perentorio di tre mesi, salvo alcuni rari casi specifici in cui i termini sono più lunghi.

Ma quali sono i reati che possono incriminare qualcuno su Facebook? A tal proposito gli articoli del Codice Penale dichiarano che: “Tutte le condotte lesive che si concretizzano attraverso l’utilizzo di frasi, epiteti offensivi o di affermazioni dileggianti, ovvero veri e propri attacchi alla reputazione altrui, sono specificamente disciplinate dagli artt. 594 e 595 del C.P. che prevedono la penale responsabilità per i reati di ingiuria e diffamazione”. Ovvero: attraverso una foto “oscena”, o attraverso parole inopportune, si vengono a ledere il decoro, l’onore e la dignità di una persona, e come tale si verifica un reato diffamazione, specificatamente disciplinato dal codice penale ed è “punibile con la reclusione fino a un anno, procedibile a denuncia – querela della persona offesa”. La Cassazione ha inoltre aggiunto che chi offende qualcuno all’interno di un post pubblicato sulla bacheca di Facebook, può incorrere in reati per diffamazione aggravata. Ciò è determinato dal fatto che Facebook è un mezzo in grado di raggiungere milioni di persone, recando quindi un danno maggiore alla persona, perché amplifica “l’offesa in ambiti sociali allargati e concentrici”. Pertanto, il rischio per l’utente colpevole (anche qualora avesse il profilo chiuso ai soli amici) è la pena di reclusione da sei mesi a tre anni, o una multa minima di 516,00 euro.

A questo punto, cosa bisogna fare se si è vittime di diffamazione, e si vuole denunciare o querelare qualcuno su Facebook? La prima azione da perseguire è sporgere una denuncia di Facebook alla Polizia Postale presso le competenti Autorità, che va depositata entro e non oltre tre mesi dal giorno in cui si ha avuto notizia del fatto che costituisce reato. Le prove di diffamazione su Facebook devono essere descritte accuratamente: l’indicazione delle proprie generalità, trascrivere integralmente il post offensivo nonché la data e l’ora del medesimo, l’autore che ha scritto la frase diffamatoria, attraverso la segnalazione del profilo dell’utente, l’I.D. di quest’ultimo, e ovviamente le prove che sostengono la veridicità di quanto denunciato. In primo luogo, oltre al, è opportuno. E’ fondamentale sapere che la Corte di Cassazione ha dichiarato che “ai fini probatori non basta produrre la mera stampa della pagina web, ma è necessario depositare copia autenticata della stessa”. Per tale motivo anche se si decidesse di affidarsi alle Autorità competenti, in realtà la consulenza di un legale esperto in materia è assolutamente consigliata, soprattutto in vista del supporto probatorio che deve essere allegato all’atto.

Oltre ai reati civili, quali sono le sentenze per diffamazione su Facebook? All’interno di Facebook si può incorrere anche in casi di fatti con rilevanza penale che in questo caso va effettuata dalla Polizia Giudiziaria. In questo caso la stampa della pagina web o lo screenshot potrebbero funzionare come valore di indizi (o, nel caso, di giudizio civile, valore di principio di prova) poiché se supportati da testimoni che hanno letto il suddetto post offensivo, possono condurre il soggetto colpevole ad una sentenza di condanna, che non vale solo come condanna dell’autore ma che prevede anche l’atto di querela per diffamazione e risarcimento del danno. Occorre precisare che la diffamazione su Facebook si può realizzare sia nel caso in cui le parole offensive sono all’interno di spazi pubblici (bacheca o commenti di un post), sia nel caso in cui queste sono inviate tramite messaggi privati i cui destinatari devono essere superiori a due persone. Considerando che la procedura richiede una minuziosa raccolta degli elementi, nonostante su Internet si possono trovare facilmente i fac simile per querela per diffamazione su Facebook, è sempre opportuno mettersi in contatto con un assistente legale che può stipulare una corretta querela da presentare alle Autorità, evidenziando quali danni sono stati recati alla vittima.