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Diritto alla Portabilità

Il diritto all’oblio e il diritto alla portabilità sono alcuni aspetti che sono stati trattati all’interno del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore lo scorso 24 maggio e che sarà applicabile in tutti gli Stati dell’Unione a partire dal 25 maggio 2018, (sintetizzati online dal Garante Privacy). In particolare, l’articolo 20 del nuovo Regolamento Generale per la protezione dei dati personali (GDPR) ha introdotto un nuovo diritto per gli interessati del trattamento, definito come il “diritto alla portabilità dei dati”, basato solo su elaborazione elettronica, diverso quindi dal diritto all’accesso ai dati e dà agli interessati il diritto di ricevere gratuitamente – forniti ad un titolare del trattamento –  i loro dati personali in modo strutturato, comunemente usato e leggibile da un elaboratore; quindi non è idoneo un file in formato PDF poiché non è elaborabile dall’interessato. In questo modo, come dichiara l’art. 20 del Regolamento europeo 679/2016: “il titolare del trattamento ha il diritto di trasmettere tali dati ad un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del primo titolare”, ad esempio un’altra azienda. I dati devono essere forniti “senza ingiustificato ritardo e, comunque, al più tardi entro un mese dal ricevimento della richiesta stessa” (art. 12.3 GDPR). E’ importante però che il titolare del trattamento informi agli interessati di tale diritto, spiegando inoltre quali dati sono soggetti alla portabilità.

Il diritto alla portabilità dei dati nasce con l’obiettivo di garantire il trasferimento dei propri dati (portabilità dei dati) tra un servizio online e un altro; in tal modo le persone possono spostarsi da un fornitore di servizi ad un altro, impedendo il formarsi di fenomeni di lock-in (blocco all’interno di un servizio). In tal senso gli individui hanno maggiore controllo sui propri dati personali e inoltre si viene a creare nella legge del mercato una maggiore concorrenza tra aziende, che è in grado di garantire principi di innovazione e sviluppo. Il diritto è limitato ai soli dati personali, e quindi non si applica ai dati anonimi, ma si applica invece a quei dati che vengono definiti parzialmente anonimi, visto che sono collegati ai dati personali. Non si limita ai soli dati personali comunicati dall’interessato al titolare del trattamento (es. indirizzo mail), ma si estende anche ai dati personali generati e raccolti dalle attività dell’interessato (es. dati di localizzazione, cronologia delle ricerche). Al contrario, non rientrano fra questi i dati generati dal titolare sulla base dell’analisi dei dati forniti o raccolti dall’interessato (es. il credit score).

Il diritto alla portabilità dei dati non implica che l’interessato conservi i dati oltre il periodo stabilito dalle norme per garantire l’esercizio della portabilità. Inoltre, i dati non possono essere forniti qualora questo significherebbe arrecare un danno ai diritti del titolare o di terzi; ciò può avvenire quando ad esempio la fornitura lede i diritti di proprietà intellettuale del titolare oppure implica l’esposizione di segreti commerciali. Anche il titolare destinatario dei dati ha specifici obblighi, in quanto diventa protagonista e quindi titolare dei dati e per tale motivo deve garantire che i dati non siano eccessivi rispetto al servizio che fornisce.

“L’article 29 Data Protection Working Party”  (WP29) ha pubblicato delle linee guida su diritto alla portabilità dei dati fornendo tutte le indicazioni su come esercitare tale diritto di portabilità. Ad esempio, viene spiegato il possibile caso in cui nel trasferimento di dati a terzi, può avvenire che i dati siano collegati a dati di terzi; questo accade per i gestori di telefonia dove il traffico telefonico implica sempre il riferimento a dati di altre persone (numeri telefonici). L’interessato ha il diritto di ricevere anche tali dati, ma il WP29 ha chiarito che se i dati vengono trasferiti ad altro fornitore, questi ha l’obbligo di non processare i dati di terzi.

Inoltre il diritto alla portabilità dei dati presenta alcune limitazioni, con lo scopo di tutelare i diritti e le libertà altrui. Infatti è enunciato che tale diritto “non deve ledere i diritti e le libertà altrui”, precisando che nel caso in cui “un certo insieme di dati personali riguardi più di un interessato, il diritto di ricevere i dati personali non dovrebbe pregiudicare i diritti e le libertà degli altri interessati”. Soprattutto, è di fondamentale importanza che il diritto alla portabilità dei dati, non ostacoli il diritto alla cancellazione e tutti quei vincoli che sono imposti dal Regolamento a tale diritto, in modo tale da non comportare la cancellazione dei dati nel momento in cui sono forniti per l’esecuzione del contratto.