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Pubblicato da Redazione il 10 novembre 2018

Cancellare contenuti diffamatori a mezzo Internet

E’ di pochi giorni fa la notizia della pubblicazione della sentenza nella causa tra Tiziano Renzi ed il Fatto Quotidiano per la presunta diffamazione a mezzo web a seguito della pubblicazione di articoli di giornale con contenuti negativi e lesivi della reputazione. A prescindere dal contenuto degli articoli, è importante analizzare il ragionamento che ha portato il Tribunale di Milano ad escludere, da un lato, il carattere diffamatorio degli articoli contestati e a riconoscere, dall’altro, la lesione della reputazione personale nell’uso di parole negative e non veritiere.

Nelle motivazioni connesse al “caso Renzi” i Giudici meneghini hanno valutato il contenuto di quattro articoli pubblicati dal giornale alla luce della nuova normativa in materia di protezione dei dati personali (G.D.P.R. e d.lgs. 101/2018), valutando se ricorressero i presupposti richiesti dal Legislatore europeo per l’esercizio del diritto all’oblio. Nel caso di specie il Sig. Renzi aveva chiesto la condanna della testata giornalistica al risarcimento dei danni subiti in seguito alla pubblicazione di contenuti diffamatori relativi ai legami con imprenditori coinvolti a vario titolo in procedimenti penali. Per il Tribunale di Milano però le attività economiche e politiche del padre dell’allora Presidente del Consiglio (in carica al momento della pubblicazione delle news) soddisfano il pubblico interesse e, pertanto, non possono essere rimosse alla luce della disciplina contenuta nell’art. 17 G.D.P.R; la condanna del giornale è stata infatti limitata all’utilizzo di alcune parole (“bancarotta” e “affarucci”), ritenute pretenziose ed inopportune, e comunque non supportate da sufficienti prove a loro sostegno.

Alla luce di questo recente caso di cronaca, come fare per cancellare notizie false o diffamatorie dal web? Occorre innanzitutto verificare se i dati personali siano stati trattati correttamente, ovvero nel rispetto della normativa europea e nazionale in materia di Privacy. A norma dell’art. 6 G.D.P.R. il trattamento dei dati personali è lecito nella misura in cui i dati siano aggiornati, la loro diffusione in rete risponda ad un interesse pubblico e siano veritieri; nel caso in cui sussistano questi requisiti, l’interessato non potrà esercitare il diritto alla cancellazione delle sue informazioni. Al contrario, l’utente potrà chiedere di eliminare le informazioni personali da Google (o direttamente dal sito web) che siano trattate in violazione delle norme sul diritto all’oblio: è possibile contattare il motore di ricerca per chiedere di cancellare le notizie false attraverso la compilazione di un apposito form, predisposto dallo stesso al fine di facilitare la procedura di richiesta di cancellazione delle notizie da Google. Nel caso in cui Google dovesse negare la rimozione, l’interessato potrà presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o, in alternativa, ricorso al Tribunale competente (ove potrà chiedere altresì il risarcimento dei danni subiti dalla diffusione di notizie false e diffamatorie)

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