Diritto all'Oblio
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Cancellarsi dai Risultati di Ricerca Google

Cancellarsi dai Risultati di Ricerca Google con la richiesta di rimozione di risultati di ricerca ai sensi della legislazione europea sul diritto all’oblio. Cancellarsi dai risultati di ricerca Google è una procedura legale ed informatica che prevede l’individuazione delle URL da rimuovere e la cancellazione di informazioni personali da Internet attraversa una specifica procedura legale. Tra i motori di ricerca su internet, Google rappresenta certamente quello più importante e diffuso a livello mondiale. Il colosso di Mountain View fornisce molteplici servizi in rete a milioni di utenti in tutto il mondo (ad eccezione della Cina e di altri pochi Stati in cui non è permessa, o è alquanto limitata, la libertà di manifestazione del pensiero), divenendo così il portatore di un numero inimmaginabile di informazioni e dati personali, ingenuamente consegnati dagli internauti durante l’utilizzo della rete internet. Alla luce della nuova normativa in materia di privacy dettata dal Regolamento UE/679/2016 (in seguito solo G.D.P.R., acronimo inglese per General Data Protection Regulation), Google può quindi essere considerato come uno dei più grandi titolari del trattamento esistenti al mondo e riceve numerose richieste per cancellarsi dai risultati di ricerca. Non bisogna infatti cadere nell’errore di pensare che le informazioni condivise online non vengano poi utilizzate, diffuse e conservate dai motori di ricerca in cui le stesse compaiono; compiere operazioni come la registrazione su un sito internet (in cui occorre inserire i propri dati personali per completare la procedura) o l’acquisto tramite e-commerce (in cui vanno altresì indicati i dati della propria carta di credito e/o prepagata) di fatto rappresenta lo strumento più semplice con il quale permettere la diffusione della proprie informazioni personali in rete.

Se poi a queste ipotesi si aggiungono i vari “profili social” che noi stessi creiamo (non solo Facebook o Instagram, ma anche Linkedin o gli stessi account Google), non è difficile immaginare di quante informazioni il motore di ricerca più diffuso al mondo disponga su ognuno di noi. La mole di dati personali relativa a ciascuno si traduce poi in risultati di ricerca connessi al proprio nome e cognome: inserendo i propri dati sulla barra di ricerca Google è possibile consultare tutti i siti web (testate giornalistiche online, social networks e tanti altri) nei quali sono presenti informazioni personali, talvolta veritiere ed innocue, talaltra false e gravemente lesive della reputazione di un individuo. Per poter proteggere al meglio i propri dati, occorre quindi conoscere quali sono gli strumenti utilizzabili per cancellarsi dai risultati di ricerca Google. La domanda di cancellazione dei link connessi al proprio nome da Google può essere presentata direttamente dal singolo interessato (n.b. soggetto a cui i dati personali si riferiscono direttamente) attraverso la compilazione di un apposito form, predisposto dallo stesso motore di ricerca e rinvenibile nella sua corposa Privacy Policy. All’interno di detto modulo di segnalazione, l’utente deve indicare le URL in cui sono presenti i dati personali che intende rimuovere e le motivazioni a supporto di detta richiesta (molto sintetiche, non potendo queste superare i 1000 caratteri, compresi gli spazi e la punteggiatura); la medesima richiesta può anche essere presentata dal legale procuratore munito di valida procura ma, in questo caso, dovranno essere allegati i documenti necessari a comprovarne la nomina. Attraverso questa richiesta l’interessato mira ad ottenere la cosiddetta deindicizzazione dei risultati di ricerca connessi al proprio nominativo, ovvero ad impedire che le notizie  indesiderate o i dati personali siano consultabili sulle pagine di Google. Come è facile immaginare, non è facile cancellarsi dai risultati di ricerca Google: sebbene formalmente non si tratti di un Content Service Provider (che valuta e controlla ciò che viene pubblicato attraverso i suoi servizi), Google subordina l’accoglimento delle domande di rimozione alla presenza di determinati requisiti, tutti riconducibili al Diritto all’oblio. In realtà, la deindicizzazione è cosa ben diversa dall’oblio di cui all’art. 17 G.D.P.R. (“Diritto alla cancellazione”, secondo la dicitura del Legislatore europeo): se da un lato il diritto all’oblio permette all’interessato di ottenere la cancellazione del link indesiderato alla fonte (quindi dal sito stesso in cui esso è stato pubblicato), la deindicizzazione mira solo alla rimozione del link dai risultati di ricerca su Google o sugli altri motori presenti in rete attraverso le procedure previste dalla legislazione europea sulla privacy.