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Pubblicato da Redazione il 29 maggio 2017

Chi è vittima del Cyberbullismo

Il web rappresenta il mezzo più utilizzato di sempre, che oltre ai lati positivi, comporta anche altrettanti pericoli. In particolare, l’avvento dei sistemi informatici e la crescita esponenziale dei social network ha reso tutti gli utenti più esposti al mondo, “colpendo” soprattutto i più giovani che ne fanno un uso più massiccio e talvolta più rischioso. Infatti, l’altra faccia della medaglia del web ha a che fare con un fenomeno che negli ultimi anni ha subito una crescita esponenziale, che viene coniato sotto la dicitura di “cyberbullismo”. La definizione legislativa di cyberbullismo specifica che il bullismo digitale è: “ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo”.

Il 17 maggio 2017 la Camera dei Deputati è intervenuta a tal proposito, approvando all’unanimità la proposta di legge n. 3139-B in materia di “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo“, già approvata con modifiche dal Senato lo scorso 31 gennaio 2017. Gli obiettivi che tale legge si prefigge di raggiungere e quindi rispettare, riguardano tutte quelle azioni preventive per contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni. In particolare emerge fondamentale una strategia di attenzione, tutela e soprattutto di educazione nei confronti dei minori coinvolti, che siano rivolte sia alle vittime, sia ai responsabili degli illeciti. Il fattore educativo è ciò che emerge maggiormente nel testo legislativo, tanto che si è richiesto l’inserimento di un tavolo tecnico permanente che dovrà confrontarsi con le linee di orientamento elaborate da parte del MIUR, per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, le quali dovranno poi aggiornarsi sul tema ogni due anni.

E’ inoltre previsto che ogni istituto scolastico individuerà tra i professori una figura di riferimento che fungerà da referente per i problemi riguardanti bullismo e cyberbullismo. La figura del preside della scuola dovrà informare immediatamente le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e cyberbullismo e in taluni casi convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l’autore del crimine. Più in generale, il Miur ha il compito di predisporre linee di prevenzione e successivamente di contrasto che puntano innanzitutto sulla formazione del personale scolastico e sulla promozione di un ruolo attivo degli studenti; mentre ai singoli istituti è richiesto un comportamento che miri all’educazione e alla legalità attraverso un uso consapevole di Internet. Qualora non sia stata presentata querela o presentata una denuncia, il minore ultraquattordicenne colpevole di reato sarà convocato dal questore e dovrà essere accompagnato da almeno un genitore o un’altra persona esercente la responsabilità genitoriale. Tale ammonimento avverrà totalmente in forma orale, che cesserà al compimento della maggiore età.

II testo della legge Cyberbullismo era stato scritto e depositato circa 3 anni fa, dalla senatrice del Pd Elena Ferrara, ovvero l’ex insegnante di musica di Carolina Picchio, la quale viene considerata come il primo vero caso di cyberbullismo in Italia, in quanto si tolse la vita in seguito alla pubblicazione di un video a sfondo sessuale in cui era protagonista insieme ad altri ragazzi bulli che l’hanno poi pubblicato in rete. E’ per tale motivo che la legge approvata all’unanimità dalla Camera prevede che la vittima di cyberbullismo, che abbia compiuto almeno 14 anni (o qualsiasi genitore, o soggetto che esercita la responsabilità sul minore) possa ora rivolgere un’istanza al titolare del trattamento, al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale che è stato diffuso sul web. Il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social network devono comunicare, entro 24 ore dall’istanza, di avere assunto l’incarico e devono nelle altre 24 ore successive provvedere a rimuovere l’elemento in questione. Qualora la richiesta non venisse presa in carico, l’interessato può presentare una segnalazione o un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali che in merito alla norma vigente, deve provvedere entro le successive 48 ore.

Il presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Antonello Soro, in merito all’approvazione della legge da parte del Parlamento, ha dichiarato: “è un risultato importante e atteso da tempo. Particolarmente positiva è  la scelta di coniugare approccio preventivo e riparatorio, grazie alla promozione dell’educazione digitale e alla specifica procedura di rimozione dei contenuti lesivi della dignità del minore”. Inoltre come lui stesso ha concluso “è fondamentale garantire la tutela di una generazione tanto più iperconnessa quanto più fragile, se non adeguatamente responsabilizzata rispetto all’uso della rete”.

#cyberbullismo#garante della privacy

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