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Pubblicato da Redazione il 25 febbraio 2017

Garante della Privacy apre istruttoria contro Google e Yahoo!

Lo scorso 13 Settembre 2016 la cittadina italiana Tiziana Cantone si tolse la vita a seguito della diffusione su Internet di un suo video riservato, nel quale la si vedeva in rapporti intimi con un altro uomo. La notizia finì sui giornali e riaprì molte discussioni in materia di Diritto all’Oblio e Diritto alla Rimozione delle informazioni personali su Internet. Purtroppo la vicenda ha sottolineato come i Governi siano succubi dei grossi fornitori di servizi Internet, come Google e Facebook, e che le Leggi non sono pronte per combattere il fenomeno della diffusione di informazioni private e lesive della privacy. Nonostante una persona si sia tolta la vita, il video è ancora su Internet ed un silenzio agghiacciante negli ultimi mesi ha accompagnato questo caso, in materia di Diritto all’Oblio.

Silenzio che, pochi giorni fa, è stato rotto dal Garante per la Protezione dei Dati Personali, il quale ha finalmente avviato una istruttoria nei confronti di Google e Yahoo!, in merito alla diffusione dei suoi video in rete. L’attività istruttoria è la fase processuale prevista dalla Legge per valutare gli elementi rilevanti per avviare una procedura penale o un altro procedimento giurisdizionale. Insomma, il Garante dei Dati sta cercando di portare Google e Yahoo! in Tribunale per il caso Tiziana Cantone, e tutto è partito da un reclamo depositato dalla madre della vittima presso il Garante della Privacy. Nell’istruttoria il Garante chiede di giustificare le ragioni per le quali i motori di ricerca abbiano ancora indicizzate le pagine contenenti immagini e video di Tiziana Cantone, associati ai Risultati di Ricerca digitando il nominativo della persona. Adesso Google e gli altri motori di ricerca dovranno indicare quali sistemi abbiano usato, e quali altri intendano usare in futuro, per de-indicizzare i Risultati di Ricerca che ancora oggi ospitano illegittimamente i video pornografici associati a Tiziana Cantone; dovranno inoltre riscontrare tutte le richieste presentate dalla madre di Tiziana Cantone e spiegare in che maniera oggi i risultati sono ancora accessibili all’utenza comune. Dopo questa spiegazioni, il Garante valuterà se portare i destinatari dell’istruttoria in Tribunale. Uno dei legali della famiglia Cantone ha affermato di essere fiducioso “nella possibilità che venga condivisa anche dalle Autorità competenti una interpretazione della normativa di riferimento che riconosca la dovuta centralità ai diritti incomprimibili della persona”. Gli esperti, però, dicono che questo obiettivo sia molto difficile da raggiungere e che i video di Tiziana Cantone su Internet continueranno ad essere presenti anche dopo un eventuale Giudizio in Tribunale

#diritto all'oblio#garante della privacy

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