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Pubblicato da Redazione il 28 aprile 2018

GDPR e pubblicità profilata su Internet

Sono molte le novità che Google dovrà introdurre prima dell’entrata in vigore del Regolamento U.E. 679/2016 (GDPR, General Data Protection Regulation) prevista per il prossimo 25 maggio.

L’annuncio di importanti modifiche alla Privacy Policy del motore di ricerca ha destato non poche preoccupazioni nei suoi partners pubblicitari: la pubblicità rappresenta infatti una delle maggiori entrate nelle casse di Google, e un inasprimento delle politiche sul trattamento dei dati personali dei suoi milioni di utenti non potrà che influenzare anche la portata degli annunci pubblicitari in rete. Uno dei cambiamenti più importanti avrà ad oggetto la politica sui cookies: Google infatti introdurrà un sistema di pubblicità priva del cosiddetto targeting personalizzato, cambiando radicalmente l’offerta pubblicitaria sulla sua rete. In realtà, un primo passo verso la spersonalizzazione dei contenuti pubblicitari era stato compiuto nel 2014, quando il motore di ricerca aveva imposto ai suoi clienti di ottenere il consenso espresso degli utenti al trattamento dei loro dati. Adesso tale consenso dovrà essere più chiaro e consapevole, ma ancora non è ben chiaro come Google modificherà la sua Policy.

La previsione di un sistema di pubblicità non personalizzato avrà delle ripercussioni importanti nel rapporto tra Google e i suoi inserzionisti. E’ indubbio che la possibilità di conoscere in anticipo le preferenze degli utenti così da adattare alle stesse i messaggi pubblicitari costituiva una grande attrattiva per i clienti di Google; bisognerà capire come potrà Google compensare le plausibili riduzioni di prezzo (si parla del 30-40%) con una maggiore adesione degli utenti o -ad esempio- con un modello di fatturazione fondato sui click ricevuti.

Quest’ultima soluzione potrebbe però avere come conseguenza un incontrollato aumento della pubblicità sul motore di ricerca. Al fine di evitare il ritorno ad un sistema ormai obsoleto, Google sta lavorando con la IAB (Associazione dedicata all’advertising interattivo).

La sensazione che trapela dalle indiscrezioni sul punto è che Google voglia adottare una disciplina più severa e rigida, sì da tutelare maggiormente gli utenti che navigano sul web e -soprattutto- evitare di incorrere nelle sanzioni pecuniarie che il nuovo GDPR introdurrà in caso di violazione delle sue disposizioni.

Le modifiche riguarderanno in particolare l’AdServer di DoubleClick for Publishers (DFP), il mercato di DoubleClick AdExchange (AdX), la pubblicità mobile su AdMob e il programma pubblicitario AdSense. Google ha anche annunciato l’introduzione di nuove regole di elaborazione dei dati per Google Analytics, Attribution, Tag Manager Data Studio e Optimize.

Per ragioni di trasparenza, con una nota ufficiale Google ha voluto chiarire con i propri clienti quali prodotti subiranno le modifiche preannunciate. A titolo esemplificativo, si riporta parte del testo:

Caro Cliente, Nell’ultimo anno abbiamo condiviso con Te, il modo in cui ci stiamo preparando a soddisfare i requisiti del GDPR, la nuova legge sulla protezione dei dati che entrerà in vigore il 25 maggio 2018…Oggi stiamo condividendo di più sui nostri preparativi per il GDPR – inclusa la nostra politica aggiornata di consenso degli utenti dell’UE, le modifiche alle nostre condizioni contrattuali e le modifiche ai nostri prodotti, per aiutare te e Google a soddisfare i nuovi requisiti…Ad esempio, in base a tale politica, agli inserzionisti verrà richiesto di ottenere il consenso degli utenti per la raccolta di dati per annunci personalizzati (ad esempio tag di remarketing per creare elenchi di pubblico) e per l’uso di cookie laddove richiesto (ad esempio tag di conversione)…Le nuove condizioni GDPR completano il tuo contratto con Google e entreranno in vigore il 25 maggio 2018…Cordiali saluti, Il team di Google”. C’è chi però non crede che il più famoso motore di ricerca abbia realmente deciso di fare gli interessi dei suoi utenti. Alcuni giornali statunitensi hanno infatti annunciato che Google proverà ad aggirare il GDPR per ciò che riguarda i dati personali acquisiti attraverso applicazioni di terzi. A tal proposito, l’associazione degli Editori U.S.A. DCN (Digital Content Next) avrebbe richiesto un parere legale contro Google perchè la nuova Policy aggiornata non rispetterebbe i requisiti di trasparenza, specificità ed accuratezza granulare imposti dal GDPR, con la conseguenza che una causa con esito negativo potrebbe costare a Google miliardi di dollari.

#gdpr 2018#general data protection regulation#privacy google#privacy internet

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