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Pubblicato da Redazione il 22 giugno 2018

GDPR: Nuovo Diritto all’oblio per i minorenni

Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE/679/2016 in materia di protezione dei dati personali (meglio noto come GDPR, General Data Protection Regulation), la disciplina nazionale prevista per il trattamento degli stessi dati ha subito un’importante modifica, stante la diretta applicabilità delle norme europee negli ordinamenti di tutti gli Stati membri UE.

In Italia la previgente normativa (contenuta nel Codice della Privacy, D. Lgs. 196/2003) è stata in gran parte abrogata in quanto parzialmente difforme dalle nuove direttive impartite dal Legislatore europeo: la più importante novità è rappresentata dal primo riconoscimento normativo del cosiddetto Diritto all’oblio di cui all’art. 17 GDPR, a norma del quale – in presenza di determinati presupposti – l’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellarli senza ingiustificato ritardo. La nuova disciplina in materia di Privacy si estende però fino a modificare radicalmente le precedenti disposizioni previste per la tutela dei minori e, in particolare, le modalità di espressione del consenso per gli under 18.

L’intento dell’Unione Europea è stato quello di promuovere un sistema di protezione specifica per i minoriin quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia interessate nonché dei loro diritti in relazione al trattamento dei dati personali”, riconoscendo allo stesso tempo la necessità che, nel caso in cui il trattamento abbia ad oggetto dati che li riguardano, le informazioni e/o comunicazioni utilizzate dal Titolare siano espresse con un linguaggio semplice e chiaro, quindi facilmente comprensibile da un minore.

A norma dell’art. 8 GDPR (Condizioni applicabili al consenso dei minori), il consenso prestato dal minore che abbia già compiuto 16 anni deve considerarsi valido e lecito ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a); al contrario, qualora il minore abbia un’età inferiore, il consenso dovrà essere manifestato da un genitore o comunque da chi ne eserciti validamente la potestà genitoriale. I singoli Stati membri possono però stabilire con legge un limite di età diverso per la valida manifestazione del consenso da parte di un minore, purchè questo non risulti essere inferiore a 13 anni. In merito poi al Diritto all’oblio, valgono per i minori le medesime regole previste dalla disciplina ordinaria di cui all’art. 17 GDPR. In caso di trattamento illecito – ovvero effettuato in assenza di un valido consenso ai sensi dell’art. 8 GDPR – il minore, in persona del genitore esercente la responsabilità genitoriale, può chiedere la cancellazione dei suoi dati personali al Titolare del trattamento senza ingiustificato ritardo. In attesa di approvazione del decreto attuativo del GDPR in Italia, non è ancora chiaro se le limitazioni previste dal par. 3 del medesimo articolo debbano essere estese anche ai minori, ovvero se l’interesse di maggior tutela per il minore debba soccombere innanzi l’interesse pubblico alla diffusione dei dati in oggetto.

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