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Pubblicato da Redazione il 25 gennaio 2017

La Pirateria sta per morire?

Recentemente sul giornale Il Foglio è stato pubblicato un bell’articolo dal titolo “La libera impresa batte i pirati”. Al suo interno, si analizzano i dati di uno studio inglese, riguardanti i consumi di cinema e musica digitale, che rilevano come le imprese private, rappresentate dalle varie Spotify, Netflix e compagnia varia, hanno combattuto la pirateria digitalemeglio di tutte le leggi approvate negli ultimi anni” nel mondo. La tesi viene dimostrata esaminando le fasce di età dei consumatori di film e musica su Internet: quello che è emerge, è che le nuove generazioni consumano raramente prodotti che violano il copyright, e sono più inclini all’acquisto di licenze di visione e abbonamenti a servizi di streaming e download di canzoni, film e serie tv. Dal 2010 ad oggi sono dimezzati i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni che vedono o ascoltano materiale digitale che viola il copyright.

I numeri dicono che Spotify, Netflix, Apple Music, Deezer, Google Play – solo per citare le aziende più attive nel settore della fruizione in rete di materiale audiovisivo – oggi vantano circa 230 milioni di utenti attivi che accedono ad un servizio a pagamento. A questi numeri, aggiungiamo le centinaia di milioni di utenti di Youtube e Facebook che accedono ai contenuti che non violano il copyright attraverso i canali e le pagine “ufficiali”, in cambio della visione di messaggi promozionali.

Il 75% delle persone al mondo si ritiene oggi interessato all’acquisto di streaming e download “legali” di musica e film su Internet; il 90%, invece, ritiene inopportuno agire legalmente, con misure stringenti, nei confronti della lotta alla pirateria. Diversi studiosi hanno dichiarato che la pirateria digitale ha i giorni contati. Le imprese private hanno immesso sul mercato servizi di qualità, personalizzabili, sicuri e competitivi. Gli utenti possono gestire il download di musica e cinema sui loro dispositivi, accedere allo streaming in alta risoluzione, e avere assistenza tecnica e commerciale sul prodotto in acquisto. Nonostante tutto, i numeri dicono che la mole di file digitali “piratati” disponibile su Internet non è diminuita, e i suoi consumi sono “costanti”. Semplicemente, dunque, cresce il bacino di utenza dei consumatori di cinema e musica “legali” in formato digitale, grazie anche all’educazione al consumo che viene offerta attraverso i programmi informativi diffusi dalle imprese private.

A livello legale, i numeri stanno dimostrando che il fenomeno della pirateria è stato ad oggi combattuto in maniera incisiva più dai privati che dalla giurisprudenza. Le Leggi non hanno potuto agire in autonomia, il problema della violazione del copyright è sempre stato invasivo, e poco o nulla si è fatto, nonostante, a cavallo degli anni 2010, c’era stata una raffica di arresti e sequestri contro i principali soggetti che “muovevano” la pirateria online. Cosa è cambiato rispetto ad oggi? Non è vero che la Legge sia stata sconfitta, anzi: oggi le imprese digitali possono godere delle loro legislazioni e di codici in materia di copyright digitale che permettono di entrare e competere in un mercato insidioso e dai grandissimi numeri. Gli utenti del web possono accedere, grazie alle Leggi, agli Strumenti per la rimozione di contenuti per violazione di copyright, e le imprese possono rivendicare il copyright con procedure veloci ed efficaci. Gli investimenti degli Stati e dei privati a favore dello sviluppo di imprese digitali e di nuovi progetti di difesa del Copyright, hanno potenziato la lunga lotta alla pirateria che oggi, forse ancora per poco, continua a battere i suoi colpi sul mercato.

#copyright#netflix#pirateria#youtube

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