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Pubblicato da Redazione il 24 settembre 2017

Nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali

Il prossimo Maggio 2018 le aziende, ma anche i singoli utenti, avranno a che fare con il nuovo Regolamento 2016/679 sulla General Data Protection Regulation (GDPR). Come emerge dai dati statistici, sono ancora molte le aziende che non hanno effettuato dei piani d’azione per far fronte al nuovo Regolamento, che implica per la privacy un modello organizzativo nuovo. A tal proposito il Garante della Privacy ha emesso all’interno del proprio sito la guida all’applicazione del regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, valido sia per gli utenti che potranno richiedere il diritto alla cancellazione dei dati personali in ottica del GDPR 2018, ma anche delle aziende che a tal proposito dovranno far fronte al registro dei trattamenti privacy. Con l’entrata in vigore, il prossimo maggio 2018, del nuovo Regolamento EU General Data Protection Regulation (GDPR) cambieranno le disposizioni in materia di privacy e soprattutto cambierà l’assetto organizzativo delle varie aziende che dovranno modificare il loro modo di selezionare, elaborare e conservare i dati personali degli utenti.

Tra le varie modifiche apportate, il Regolamento ha inserito il diritto all’oblio, ovvero il diritto alla cancellazione dei dati personali in ottica del GDPR 2018. Il Regolamento ha esplicitamente dichiarato che le aziende dovranno modificare la modalità con cui fino ad ora hanno trattato i dati personali degli individui, tra cui consumatori, ma anche relativamente al proprio staff. Inoltre, il regolamento si sofferma sull’importanza dell’individuo di mantenere custodita sul web la propria privacy; ecco perché alcune piattaforme web come i motori di ricerca, già dispongono dei moduli per richiedere il diritto all’oblio (formulario Google diritto all’oblio). La guida emessa dal Garante della Privacy dichiara che il diritto all’oblio nel GDPR 2018 modificherà alcuni aspetti, tra cui ad esempio “l’obbligo per i titolari (se hanno “reso pubblici” i dati personali dell’interessato: ad esempio, pubblicandoli su un sito web) di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano i dati personali cancellati, compresi qualsiasi link, copia o riproduzione”. Inoltre l’interessato avrà in ottica del GDPR 2018 il diritto alla cancellazione dei dati personali, per esempio, anche dopo revoca del consenso al trattamento. In tal senso, i motori di ricerca hanno già disposto da qualche anno dei formulari per richiedere la cancellazione dei dati personali dal web.

Il formulario Google diritto all’oblio consente all’individuo di poter esercitare tale diritto in virtù della sentenza del 13 maggio 2014 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il diritto all’oblio è il diritto del cittadino di richiedere la cancellazione, l’indicizzazione e la memorizzazione dei suoi dati personali, e delle informazioni ad essi connesse, dai motori di ricerca. Per compilare su Google formulario diritto all’oblio bisogna raccogliere tutte le URL in cui compare il proprio dato personale da rimuovere. Tale modulo richiede una minuziosa precisione nella raccolta dei link da rimuovere, ecco perché è utile l’assistenza di un avvocato che possa fornire a Google una giustificazione legale e precisa riguardo la richiesta di rimozione. Per compilare il formulario Google sul diritto all’oblio è necessario che vi sia un webmaster esperto che possa raccogliere, attraverso specifiche procedure tecniche, tutte le URL in cui compare il tuo nome, così da poter rimuovere i tuoi dati personali dall’intero web. In ottica del GDPR 2018 il diritto alla cancellazione dei dati personali sarà ancora più importante, in quanto come specificato nel Registro dei Trattamenti GDPR, i Titolari e Responsabili dovranno conformarsi entro il 24 maggio 2018 relativamente all’utilizzo dei dati personali, ovvero non devono rappresentare un rischio per i diritti e le libertà degli interessati.

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